Locandina
Baarìa
(2009, Italia- Francia)
Genere: Drammatico
Regia: Giuseppe Tornatore
Con Francesco Scianna, Margareth Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina e Lina sastri.
Musiche di Ennio Morricone
Durata: 150 min.
Il Film
Una super produzione come nel nostro cinema non si vedeva da anni, un nuovo vibrante e appassionato omaggio che Tornatore fa alla sua terra natìa, la Sicilia e in particolare a Bagheria. "Baaria" infatti è l’antico nome fenicio della città siciliana di Bagheria. Dal capostipite Ciccio, al figlio Peppino, al nipote Pietro, attraverso le vicende di tre generazioni di una famiglia del paese, il film racconta un secolo di storia italiana, con le Guerre Mondiali e l’avvicendarsi del costume e della scena politica di quegli anni.
In Evidenza
- Baarìa è il film italiano dell’anno, una super produzione come nel nostro cinema non si vedeva da anni : ha aperto la 66^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ed è stato scelto per rappresentare l’Italia nelle Nominations agli Oscar 2010 quale Migliore Film Straniero. Baarìa/Bagheria è il luogo del racconto di Tornatore che – in questo nuovo vibrante e appassionato omaggio alla sua terra natìa, la Sicilia - attraverso le vicende di tre generazioni della famiglia Torrenuova, racconta i cambiamenti di un angolo di Sicilia e, indirettamente, dell’intera Italia.
- Dagli anni 30 agli anni 80, si snodano le loro vicende: al padre Ciro, vaccaro orgoglioso che ama i poemi epici, segue Peppino – vero protagonista del film – giovane militante comunista, poi consigliere comunale a Bagheria e poi il figlio Pietro, fotografo e amante del cinema (in controluce la figura del regista). In particolare, si vede nascere la passione per la politica di Peppino, la sua storia d’amore con Mannina costellata di qualche dolore e di tanti figli, i rapporti con il partito e con gli amici di sempre (anche se “traditori”), mentre la Storia segue passo passo e ogni tanto irrompe decisamente nelle vite dei personaggi e del paese. Ci sono tutti (forse troppi) i momenti principali della vita siciliana e italiana: dal fascismo alla Guerra e poi alla Liberazione, dai condizionamenti della mafia alle lotte tra DC e PCI, dal boom economico al ’68, fino alla speculazione edilizia in tempi recenti che alla fine ci mostreranno una Bagheria diversa da quella felice e ruspante (.. e ricostruita in Tunisia) del ricordo nostalgico. Ma ci sono anche la fede e la superstizione magica, la famiglia e l’onore, gli ideali politici e la disillusione.
- Lo stile di Tornatore affascina alcuni come irrita altri, e spesso i suoi film sono un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, a seconda di come ci si senta in sintonia con il suo universo poetico. Eppure Tornatore è tra i pochi che fa ancora un cinema “grande”, non minimalista; che sa far “kolossal” con grandi scene di massa, movimenti di macchina complessi e un respiro e uno sguardo più ampio, assecondato dalla colonna sonora di Ennio Morricone.
- Baarìa è visionario, sfarzoso, esagerato, pomposo, ma strada facendo ha momenti memorabili sia sul registro epico ma soprattutto su quello intimo, familiare. - Tornatore affida i ruoli principali ad esordienti e quelli secondari ad artisti celebri scegliendo così la giusta strada per aiutare lo spettatore a seguire il percorso denso e incalzante di un Novecento raccontato fondendo il privato con il pubblico ma lasciando spazi simili all’individuo e al coro. - Insomma, pur con i suoi difetti e la sua discontinuità, Baarìa è nel lotto di quei film che non si possono non vedere perché caratterizzano una cinematografia e un’annata. E, pur nei limiti di un bicchiere non colmo fino all'orlo, anche da consigliare per educare lo sguardo a un cinema che rischia di scomparire.