Basta che funzioni (Whatever Works)
USA - 2009Genere: Commedia /Sentimentale
Durata: 92'
Regia: Woody Allen
Con: Conleth Hill, Ed Begley Jr, Evan Rachel Wood, Larry David, Michael McKean, Patricia Clarkson-
Il Film
Dopo aver fallito professionalmente, come marito e dopo un tentativo di suicidio, il re dei brontoloni Boris Yellnikoff, trascorre le giornate nella sua New York irritando gli amici che ancora gli restano con le sue lunghissime tiritere sull’inutilità del tutto. Ex professore alla Columbia University, autoproclamatosi genio candidato al premio Nobel per la Meccanica Quantistica, una sera viene avvicinato da una giovane fuggiasca, Melody St. Ann Celestine. Melody è un’ingenua ragazza del Mississippi, che prende alla lettera ogni commento sarcastico fatto da Boris che acconsente a farla restare per qualche notte. Col passare dei giorni però, Melody si sistema. Ascoltando Melody, Boris comincia a considerare positivamente e inaspettatamente il fattore fortuna...
Ovviamente è stata riveduta e corretta e non solo per adattarla alla personalità del comico Larry David protagonista della fortunata serie tv Larry David: Curb Your Enthusiasm. Perché vi si legge un Woody Allen sempre più consapevole della propria età il quale (riaffrontando dopo ben 4 film le riflessioni sull'ebraismo, la psicoanalisi e la religione nonché i beneamati cantanti d'epoca) compie un ulteriore passo in avanti per quanto "riguarda il proprio sguardo sul mondo. Anzi, è proprio dallo sguardo che gli viene restituito dallo spettatore, di cui Boris/Woody si dichiara perfettamente consapevole, che prende le mosse il film.
L’idiosincratico e nevrotico Boris è esplicitamente una rappresentazione dell’Allen di ieri e di oggi, e questa polarità sembra caratterizzare anche tutto il film: che se nella prima parte ha un ritmo, un’andatura e un registro propri del Woody di qualche tempo fa, nella seconda cambia passo e si adegua ad alcune recenti – e più discutibili – tendenze. E se è pur vero che la penna dell’autore è ancora di una classe superiore - e "dialoghi e battute in grado di lasciare il segno ce ne sono - il tempo, l’età (e forse alcune vicende personali) si fanno sentire forse più del dovuto.
Le stoccate migliori, infatti, Allen le porta a segno quando rimane concentrato su situazioni e temi che gli sono storicamente più congeniali, quando si mette in scena attraverso un protagonista che, dichiarando esplicitamente la sua (presunta) superiorità intellettuale rispetto al resto del mondo, guarda ad esso con uno sprezzo mai davvero nichilista ma" ricco di sarcasmo ed ironia, accettando una posizione elitaristicamente minoritaria che non gli impedisce comunque di cedere al richiamo dell’amore, in tutta la sua meravigliosa e imprevedibile irrazionalità.
In collaborazione con www.sentieridelcinema.it